NGC 2392, l’eschimese del cielo

Stelle come il Sole possono diventare notevolmente fotogeniche alla fine della loro vita. NGC 2392, la celebre “Nebulosa dell’Eschimese”, (“Eskimo Nebula” in anglosassone) ne è un esempio.

NGC 2392, la "Nebulosa dell'Eschimese"

NGC 2392, la “Nebulosa dell’Eschimese”

NGC 2392, soprannominata la “Nebulosa Eschimese” o “Nebulosa Eskimo” è una nebulosa planetaria situata nella costellazione dei Gemelli. Già con strumenti di dimensioni medie si rileva come un’oggetto dall’aspetto simile alla testa di una persona racchiusa dal cappuccio di pelliccia, tipico proprio degli eschimesi. L’immagine di sopra è stata ottenuta con l’unità robotica C14 + ST8-XME + Paramount ME parte del Virtual Telescope.

NGC 2392, si trova a circa 3000 anni luce dalla Terra. Come tutte le nebulose planetarie, si è formata quando la stella al suo interno, terminato tutto l’idrogeno nel nucleo, ha iniziato ad espandersi, divenendo una gigante rossa. Gli strati atmosferici più esterni dell’astro sono stati allontanati da un lento vento di “soli” 115.000 chilometri orari, lasciando dietro di sé un oggetto caldo.

Questo astro ha una temperatura esterna di circa 50.000 gradi Celsius e sta espellendo i suoi strati esterni con una intensa radiazione ultravioletta alla straordinaria velocità di 1,5 milioni di chilometri orari (vento stellare molto veloce). La radiazione dalla stella calda e l’interazione del suo vento veloce con il vento più lento crea il complesso e filamentoso guscio. Alla fine la stella residua collasserà per formare una stella nana bianca.

NGC 2392 ha livelli significativamente alti di emissione di raggi X rispetto ad alte nebulose planetarie, il che indica che la stella centrale calda ha un compagno invisibile.

La sua estensione è pari ad 1/3 di anno luce ed è una delle nebulose planetarie più giovani conosciute, formatasi infatti solo 10000 anni fa.
William Herschel trovò la nebulosa “Eskimo” dal suo osservatorio a Slough il 17 gennaio 1787, descrivendola come una stella di 9 ° magnitudine circondata da nebulosità equamente dispersa.

La nebulosa “Eskimo” ha una elevata luminosità superficiale tale che è possibile identificarla anche con piccoli strumenti. Con strumenti di medie dimensioni (200 mm – 8’’) con ingrandimenti medio-alti, è possibile visualizzare dettagli intricati nella nebulosità, inclusi gli archi scuri che si stagliano su uno sfondo a chiazze.

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