L’autore: Gianluca Masi

The author observing from La Silla, Chile

The author observing from La Silla, Chile

Osservo da Ceccano (FR, Italy), 90 km a sud di Roma. Mi sono laureato a pieni voti in Fisica (indirizzo Astrofisico) presso l’Università “La Sapienza” di Roma e ho ottenuto un Dottorato di Ricerca in Astronomia presso l’Università di “Tor Vergata“. Il mio interesse per l’astronomia risale alla fine degli anni ’70, ispirato dalle classiche serie di fantascienza come Star Trek e Spazio 1999. Nel 1980 lessi il libro “La Conquista del Cielo” di G. Ruggieri e venni completamente rapido dalle immagini di nebulose e galassie. Nel 1983 ricevetti il mio primo telescopio, un rifrattore da 6cm, che mi permise di ammirare la Luna, il Sole, qualche stella doppia e la Grande Nebulosa di Orione.

Nel 1985 ho ricevuto un nuovo telescopio, ad oggi ancora perfettamente funzionante: un riflettore Vixen da 150mm-f/5, dotato di montatura equatoriale motorizzata: grazie ad esso, ho osservato un gran numero di oggetti celesti del cielo profondo, soprattutto galassie e ammassi stellari. Alcuni anni dopo iniziai a praticare la fotografia astronomica e, dopo i primi tentativi, la tecnica divenne tanto buona da avere alcune immagini pubblicate su riviste, quotidiani nazionali e enciclopedie. Il 4 agosto 1989 sono stato il primo in Italia (e tra i primi al mondo) a riportare la scomparsa di una delle bande equatoriali di Giove.

The author at the Very Large Telescope facility in Chile

The author at the Very Large Telescope facility in Chile

Riguardo ai miei interessi scientifici, ho iniziato studiando la questione della scala delle distanze cosmologiche e la determinazione della Costante di Hubble; successivamente, sono passato alle strategie di ricerca dei  near-Earth Objects (NEOs), con particolare attenzione per quelli con orbite completamente interne a quelle della Terra (inner-Earth objects, IEOs): per queste attività ho collaborato al progetto CINEOS (presso l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore). Dal 1988 sono stato un attivo membro  dello staff dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino. Nel corso del mio Dottorato di Ricerca, ho lavorato per diversi mesi presso l’European Southern Observatory (ESO), Cile, effettuando osservazioni fotometriche ed astrometriche di NEO e comete da La Silla. I miei interessi scientifici attuali includono i corpi minori del Sistema Solare (comete e asteroidi, soprattutto NEO), stelle variabili (principalmente cataclismiche) e pianeti extrasolari.

Dal 1992 sono stato membro dell’Ulysses Comet Watch Network. In quello stesso periodo è iniziato il mio interesse per un nuovo argomento: la tecnologia  CCD (Charge Coupled Device) e il suo uso in astronomia. Uno dei periodi più intensi della mia vita astronomica è stato il passaggio della cometa Hale-Bopp, che ho seguito per diversi mesi, soprattutto quando essa era particolarmente brillante. Ho raccolto più di 500 immagini utilizzando una camera SBIG SBIG ST-7 assieme al mio telescopio da 150mm. Riguardo alle comete in generale, sono stato chiamato a partecipare allo “Small Telescope Science Program“, gestito dal team della missione spaziale Deep Impact ( NASA, JPL, Ball Corporation).

The author at Campo Catino observatory

The author at Campo Catino observatory

Il 1 agosto 1997 ho scoperto la mia prima stella variabile, vicina alla famosa nebulosa “Dumb-bell” (M27). Alcuni mesi dopo ho iniziato l’osservazione astrometrica di asteroidi e comete (con i dati inviati al Minor Planet Center, che mi ha assegnato il codice MPC “470 Ceccano”) e ho scoperto gli asteroidi 1998 DA, 1998 TL7, 1999 CN10, 1999 CL12, 1999 NC1, 1999 PK, 1999QV1, 1999 RA, 1999 RN, 1999 RS2, 1999 RL35, 1999 TN4, 1999 TZ10 and 2000 YJ8; ho co-scoperto gli asteroidi  1998 SY2, 1999 RQ32, 1999 RC34, 1999 RR34, 1999 TO, 1999 TP, 1999 TQ, 1999 XS38, 1999 XT38, 1999 XE104, 1999 XF104, 2002 NJ34, 2002 OQ7, 2007 EE88 . Nel numero di febbraio 1998 della celebre rivista “Sky & Telescope”, è stato pubblicato un mio articolo che mostrava come utilizzare le camere CCD da siti urbani. Mi occupo dello studio delle variabili cataclismiche in collaborazione con l’Astronomy Department of Kyoto University and il Center for Backyard Astrophysics, ospitato presso la Columbia University, NY. Nel corso degli anni ho osservato i più disparati oggetti astronomici, scoprendone molti interessanti come asteroidi, esopianeti (sono co-scopritore dei pianeti XO-2b, XO-3bMOA-2008-BLG-310Lb) e stelle variabili.

L’incremento delle attività osservative è stato possibile dal 1997 grazie alla disponibilità di un’ottica C11 e, successivamente, di un’ottica C14 su montatura robotica Paramount ME, controllabile da remoto via Internet. Oggi il Virtual Telescope Project offre due straordinari strumenti robotici, con infinite possibilità applicative.

L’attività pubblica è stata a sua volta molto intensa. Ho tenuto innumerevoli conferenze in giro per il mondo sui più disparati temi astronomici, spesso ispirati da specifici eventi. Dal settembre del 2004 collaboro con il  Planetario di Roma e dal gennaio 2006 ne sono curatore scientifico in qualità di astronomo presso Zetema Progetto Cultura. Dal giugno del 2008 al 2011 sono stato vice-direttore della rivista Coelum Astronomia e direttore del servizio Coelum Stream.

Dal  2010 sono Coordinatore per l’Italia di Astronomers Without Borders. Dal 2014, sono Direttore Scientifico dell’“Osservatorio Astronomico Comunale di “Acquaviva delle Fonti”.

Dal 2009 collaboro con “Geo&Geo”, una celebre trasmissione televisiva che si dedica anche alla divulgazione scientifica e dal 2010 collaboro intensamente con  la trasmissione televisiva “Cose dell’altro Geo”, mettendo a disposizione le mie conoscenze e competenze nel campo dell’astronomia e della comunicazione della scienza.

Nel corso degli anni ho visto diversi premi internazionali, incluso il  Premio Ruggieri dell’Unione Astrofili Italiani (2003), lo “Shoemaker NEO Grant della Planetary Society (2005) e il Premio Tacchini della “Società Astronomica Italiana” (2006) per una delle cinque migliori tesi di Dottorato in Astronomia del 2006.

Asteroid (21795) Masi

Asteroid (21795) Masi

L’asteroide (21795) è chiamato “Masi” in mio onore, in riconoscimento alle mie ricerche ed attività astronomiche.

La NASA ha realizzato un  sito Internet per introdurre i giovanissimi alle scienze spaziali, considerando il mio caso come esempio di un giovane ricercatore molto attivo.

Amo la musica classica, soprattutto Bach, BrahmsMahler. Trovo molto interessante la storia di questi grandi Maestri e vedere come alcuni dei loro capolavori siano stati ispirati dal cielo.

Il Virtual Telescope è la mia ultima fatica: il suo obiettivo è di offrire a chiunque su questo pianeta la possibilità di ammirare l’Universo, anche a coloro che non dispongono di strumenti e risorse,  siano essi studiosi o appassionati.

Pubblicazioni (questo link non comprende pubblicazioni su riviste e/o giornali divulgativi); citazioni sul web (Google).

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